L’Oreal e i Test sugli animali

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Non sempre quello che troviamo su Internet corrisponde alla verità assoluta. E’ una frase che ripeto spesso, e che trovate nel mio Disclaimer in bella vista.
Non tutti quelli che scrivono su internet si informano prima di dettare verità spesso non conformi alla realtà, molti danno opinioni senza prima informarsi..
Ma ci sono anche tante persone che invece prima di parlare, e di scrivere, si documentano meglio che possono.

Ho fatto questa piccola premessa per un motivo: non mi sono mai esposta moltissimo sulla questione TEST SUGLI ANIMALI perchè nonostante le numerose ricerche non ero giunta a notizie soddisfacenti e definitive. Tempo fa, all’evento Pupa Milano, ho avuto modo di conoscere la loro posizione, e l’ho condivisa volentieri con voi. Così, quando la L’Oreal mi ha invitata nella loro sede di Milano per fare altrettanto, ho accettato subito e molto volentieri.

Mi è capitato spesso sulla pagina di ricevere frasi del tipo “come fai ad usare quei prodotti” “loro testano su animali quindi non comprerò mai” ecc

Ci tengo a dire da subito che rispetto l’opinione altrui, e non sono qui a convincere qualcuno di qualcosa, semplicemente a portare una testimonianza su quanto ci è stato detto durante l’incontro, con la speranza di fare maggior chiarezza sulla questione.

Ad introdurci in questo “mondo” così offuscato è stata Patricia Pinot, chimica e fisica che da oltre 12 anni si occupa del Settore Ricerca e Innovazione in L’Oreal, che ha esordito dicendo:

“La bellezza è una ricerca senza fine, perseguita sia dagli uomini che dalle donne. Molte donne al mattino, quando usano i consueti prodotti di bellezza, non fanno caso alla composizione, o ad altri fattori, perchè si fidano del prodotto. Ed è proprio per meritarci questa fiducia, che noi di L’Oreal invece, prestiamo molta attenzione alla formulazione dei prodotti.”

Tornando indietro nel tempo, Patricia ci racconta che nel 1960 fu emessa una regolamentazione, la quale prevedeva che per verificare la sicurezza dei componenti di ogni prodotto, questi ultimi dovevano essere testati sugli animali prima di essere messi in commercio.

L’Oreal si era dovuta adeguare ovviamente a questa legge, ma già nell’89 aveva trovato delle alternative, interrompendo i test sui prodotti finiti.

Nel 2004 una nuova regolamentazione andava a definire ciò che L’Oreal aveva già fatto da parecchio tempo. La legge infatti stabiliva la fine dei test sugli animali sui prodotti finiti, e definiva inoltre che entro il 2009 questi test (dei cosmetici) sarebbero stati proibiti in tutta Europa e che entro il 2013 i test sarebbero stati proibiti anche sui singoli ingredienti.

L’Oreal, che già aveva anticipato i tempi mettendosi in regola con la legge del 2004 già nell’89, decide di proseguire con la ricerca per trovare alternative ai test su animali, sia per trovarsi già pronta, sia per ambizione etica.

Si prefigge quindi di trovare dei METODI ALTERNATIVI:
– cercare di ridurre al minimo i test sugli animali
– affinare i metodi ancora in corso in modo da renderli meno dolorosi possibile
– sostituire definitivamente i test su animali con altri tipi di test.

Decide quindi di concentrare tutte le energie soprattutto sull’ultima fase, utilizzando gli stessi principi dell’Industria Areonautica: progettare a tavolino e con l’uso di computer, le potenzialità di nuove molecole, senza doverle testare su anima viva.
Questo mediante anche l’ausilio di oltre 100 anni di esperienza e di dati raccolti e mediante l’uso di pelle ricostruita per i test.

L’Oreal infatti decide utilizzare i database per la creazione di molecole che avessero cartteristiche simili a quelle create in precedenza, ma migliorate secondo tanti aspetti: impatto ambientale, efficacia, ecc. Grazie anche esperti in tossicologia, si sono potuti fare confronti tra queste molecole, facendo segnalare stesso dal computer che aveva assimilato queste informazioni, possibili pericoli. E una volta trovata la molecola adatta, la fase finale consiste nel testarla su pelle e cornea ricostruita.

L’Oreal infatti ha realizzato il primo modello di epiderma nel 1969, con la particolare caratteristica di riuscire ad “abbronzarsi” se a contatto con alcune molecole.

Nel tempo, grazie alle donazioni di cellule ai fini della ricerca, L’Oreal è riuscita a realizzare molti tipi di pelle, diversiicati per età, etnia, tipologia.

Il secondo passo fu la creazione di cornea ricostruita, al fine da testare shampoo, mascara e tutti i prodotti che potevano venire a contatto con gli occhi. E successivamente fu creata anche la mucosa nasale ricostruita, per tutti i prodotti spray ecc che possono essere inalati.

Dopo soli 20 anni, nel 1989, L’Oreal sospendeva i test sugli animali sui prodotti finiti, e metteva a disposizione di chiunque lo volesse tutti i suoi progressi, realizzando anche ricerche differenti come la ricostruzione delle mucose genitali, che per la L’Oreal non hanno interesse, ma per molte altre aziende potevano essere utili.

Ma come funzionano effettivamente questi test? Ci hanno spiegato anche questo. In pratica, si iniziano a preparare deiprotocolli per queste nuove molecole, le producono in piccole quantità per avere scarso impatto ambientale, le testano su pelle ricostruita e analizzano le possibili reazioni al microscopio. Se la molecola non da reazioni particolai viene validata e inserita nella formula. Viene quindi sviluppato e terminato il protocollo, che viene inviato all’ECBAM per essere controllato e validato.

In sostanza quindi la L’Oreal testa i suoi prodotti e i singoli ingredienti su pelle ricostruita.

C’è un ma, una piccola parte di topolini e ratti, circa 1500 ogni anno, vengono ancora utilizzati per dei test (la L’Oreal non utilizza conigli o altri animali, per cui tutte le foto e i video che trovate in rete sono fasulli) che ad oggi non sono riusciti ad evitare. Ora vi spiego di cosa si tratta.

Si tratta di reazioni sistemiche, di metodi predittivi. In sostanza, la L’Oreal tramite i test su pelle ricostruita riesce ad ottenere risultati su reazioni immediate sulla pelle di quel componente, ma non pu avere notizie sui danni che una molecola può provocare a lungo termine. Non può quindi prevedere la genotossicità, la cancerogenità, e le allergie sistemiche.

Quindi testa alcuni dei suoi prodotti applicandoli sulla cute di topolini, niente viene iniettato, i prodotti cosmetici vengono appllicati sulla pelle così come faremmo noi. E se ne studiano i meccanismi a lungo termine.

Perchè i topolini? Perchè hanno un DNA molto simile al nostro!

Ovviamente L’Oreal sta lavorando affinchè entro il 2013 anche questi ultimi 1500 topolini vengano risparmiati per dare posto a metodi alternativi, che non coinvolgano alcun animale.

 

Terminate queste premesse, abbiamo avuto la possibilità di fare alcune domande. Ad esempio abbiamo chiesto come mai ci sono dei loghetti su alcuni prodotti (il famoso logo del coniglietto) e perchè loro non ce l’hanno.

Ci hanno spiegato che questi loghi vengono rilasciati direttamente da associazioni autonome, come la LAV, l’ICEA ecc a fronte di un’iscrizione presso le loro liste e a dei controlli. Loro non sono interessati ad iscriversi ma hanno lasciato che queste associazioni visitassero liberamente i loro laboratori, infatti ad esempio la PETA ha rilasciato un premio alla L’Oreal per la “Ricerca nel settore allergie cutanee”.

Ci hanno spiegato inoltre che molte delle aziende che fanno parte di queste liste, per non testare sugli animali, utilizzano componenti che però in passato sono stati testati (prima che fosse vietato).. in effetti è un pò un controsenso non vi pare? Non è meglio fare ricerca? Io penso di si!

Parlando di ingredienti mi sono permessa di chiedere come ci si comporta in paesi al di fuori dell’Europa, visto che la L’Oreal vende in tutto il mondo. E mi è stato spiegato che in Europa le leggi sono molto più rigide rispetto al resto del mondo ma che la loro stanno cercando di sensibilizzare anche gli altri paesi all’uso di nuove tecnologie e a evitare i test. Ad esempio hanno persuaso la Cina all’utilizzo di pelle ricostruita asiatica, e anche a RIO stanno facendo dei congressi sui metodi alternativi, per divulgarli e per proseguire la ricerca per la predizione in ambito tossicologico dei componenti.

In America ad esempio ci sono associazioni come l’EPA che controllano l’impatto ambientale dei componenti. Sono molto più attenti a questo che ai test sugli animali, ma anche lì la L’Oreal si sta adoperando per portare avanti la sperimentazione su pelle ricostruita.

Ad oggi infatti la L’Oreal è l’unica azienda europea ad essere stata accettata dall’EPA e molte delle loro molecole e dei loro protocolli vengono richiesti per essere messi nelle liste approvate.

Ho chiesto infine se esistesse un ente che certificasse la veridicità di tutte queste cose, che si assumesse il compito di controllare che le aziende effettivamente non testassero su animali ecc, e mi hanno spiegato che ne esiste uno per ogni stato. In Europa c’è l’ECVAM, a livello mondiale c’è l’ICVAM e ce ne sono poi per ogni stato. Questi enti si premurano, quando viene sottoposto loro un nuovo ingrediente, di controllare il dossier e tutte i test che sono stati effettuati dall’azienda prima che esso venga inserito nelle formulazioni, e solo dopo l’approvazione l’azienda può commercializzarlo.

Alla fine dell’incontro la domanda è sorta spontanea: perchè non avete detto prima tutto questo?

La risposta è stata che, effettuando ancora una piccola parte di test su animali, non sembrava loro giusto dire che non testavano completamente, benchè quei testi rappresentino davvero pochissimo rispetto a tutto il lavoro di ricerca che è stato fatto.
Avendo però visto quanto l’argomento tocchi la sensibilità pubblica, presto sarà online un sito: L’Oreal Answers, dove saranno ufficialmente divulgate tutte queste informazioni, ci saranno articoli e pubblicazioni scientifiche a riguardo, ed esperienze di chi ha vissuto l’esperienza di entrare nei loro laboratori e ha voluto portarne una testimonianza.

Con l’anno nuovo anche noi blogger avremo la possibilità di vedere coi nostri occhi come funziona la ricerca e la sperimentazione L’Oreal, andremo infatti a Lione, nel centro Gerland, la struttura dove vengono effettuati i test alternativi. E finalmente potrò portarvi una vera testimonianza, oltre a tutte queste notizie.

Spero che questo articolo vi sia utile e abbia fatto un pò di chiarezza sull’argomento.

Ovviamente siete libere di crederci o meno, di rimanere delle vostre opinioni ecc. Non ho scritto tutto questo con l’intento di convincere qualcuno ma solo per portare la mia testimonianza, raccontarvi quanto ci hanno detto e chiarire alcuni punti.
Massimo rispetto per chi la vede diversamente. Io dal mio canto credo a quanto mi è stato detto e non vedo l’ora di andare a Lione per vederlo coi miei occhi.

Se aveste ulteriori domende o dubbi, potete lasciarmele in un commento e le girerò volentieri alla L’Oreal, poi aggironerò il post con le risposte.

Laura

 

 

 

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  • Margherita

    Laura grazie per aver fatto chiarezza e averci portato la tua testimonianza.
    Io non credo che comprerò comunque l’oreal finchè farà anche solo un test, ma sapere che a breve le cose miglioreranno mi fa avere un po di speranza..
    una domanda mi sorge spontanea: perchè non fare chiarezza prima? perchè lasciare così tante cose in sospeso?
    sono contenta che abbiano chiamato voi blogger a fare da testimoni però mi chiedo perchè abbiano aspettato così tanto!
    comuqnue… meglio tardi che mai!

  • Chiara

    Ciao Laura,
    grazie anche da parte mia per questa illuminante delucidazione. Anche io come Margherita rimango un po’ perplessa sul fatto che L’Oreal non abbia provveduto prima a smentire certe voci o addrittura sottolineare come un punto di forza questa realtà eticamente responsabile e che mira a rendere l’azienda più ecologicamente sostenibile. mi fa somunque piacere questa attività di comunicazione ( forse anche più mirata e credibile ) alla quale avete potuto partecipare e che ci hai riportato!